
di Lorenzo Salusest
La visita del Comitato Regionale Arbitri presso le Sezioni di competenza è formalmente un obbligo previsto dalle norme di funzionamento degli Organi tecnici dell’AIA. Ma rappresenta un importante momento di approfondimento e opportunità di crescita, umana oltre che arbitrale, quando si caratterizza per originalità. Esattamente quanto accaduto in occasione della recente visita alla Sezione di Firenze del CRA toscano, guidato dal presidente Tiziano Reni, accompagnato dal vicepresidente Fabrizio Matteini e dai componenti Andrea Borgonetti, Davide Di Lorenzo, Milco Petrioli.
Non una semplice lezione tecnica, né un resoconto sull’attività, né tantomeno un banale discorso motivazionale. L’intervento tenuto dal presidente Tiziano Reni in occasione della visita della CRA alla sezione di Firenze è stato un inusuale viaggio dentro ciascun arbitro e dentro la famiglia arbitrale fiorentina. Un percorso tra numeri e immagini, tra storia e storie che ha coinvolto i circa duecento associati presenti nell’aula magna del Centro tecnico Federale di Coverciano, sollecitati a essere parte attiva e non solo uditrice.
Un viaggio che si è dipanato lungo cinque concetti chiave: conoscenza, ricerca, cura del particolare, paura, determinazione. Concetti tra loro interrelati, esaminati nelle loro accezioni meno banali e declinati sull’arbitraggio. Conoscenza che, ha spiegato Reni, non va intesa come semplice – e necessaria - padronanza del regolamento e delle casistiche e che non può prescindere da una continua ricerca, prima e durante la gara. Con il fine ultimo di comprendere le dinamiche di campo, dal punto di vista tecnico, disciplinare e comportamentale. O ancora la continua cura del particolare, che porta a non essere superficiali nelle decisioni e nella gestione della gara. O infine la rivalutazione del concetto di paura. Da non intendersi come emozione negativa, ma stimolo positivo, consapevolezza necessaria per acquisire determinazione.
Un viaggio introspettivo accompagnato dall’analisi puntuale di video estratti da partite di Eccellenza toscana, funzionale alla formazione dei giovani colleghi, e
non solo. Perché, ha rimarcato il presidente degli arbitri toscani, il percorso di crescita passa anche dal contributo competente e appassionato degli osservatori arbitrali e più in generale della Sezione intera. Ambiente che è fondamentale frequentare e vivere a fondo proprio per aumentare le occasioni di confronto, di ricerca, conoscenza. E quindi di crescita.
E proprio alla Sezione di Firenze, alla sua storia e alla sua rilevanza nel panorama arbitrale regionale e nazionale, Tiziano Reni ha dedicato l’ultimo passaggio del suo intervento. I numeri dell’organico negli anni, l’andamento dei fischietti fiorentini, l’età media: dati funzionali al lavoro che la Sezione guidata da Simone Gramigni sta portando avanti con determinazione, aumentando progressivamente l’organico complessivo e operando con attenzione e cura. La Toscana, ha ricordato il presidente del CRA, è tra le regioni con l’età media più bassa, ma l’obiettivo è avere arbitri bravi. Meglio se giovani.